Proroga incentivi statali

Approfitta degli incentivi statali per mettere mano a quei piccoli progetti di ristrutturazione che ti permettono di abbellire e rendere più funzionale la tua casa. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge n. 63 del 04/06/2013,  si potrà ottenere un bonus fiscale pari a 5.000 euro per l’acquisto di mobili e complementi d'arredo.

 

ediltecno

 

Si parla ormai tanto di certificazione energetica degli edifici, classi energetiche, interventi di riqualificazione del costruito tanto che l'urgenza di ridurre i consumi dei fabbricati nel nostro Paese e di adeguare agli standard europei il livello della nostra edilizia ha portato all'obbligatorietà per i proprietari, di far redigere ad un tecnico un attestato di certificazione energetica che accompagni tutte le transazioni che verranno eseguite sull'immobile.

Quello che deve risultare chiaro da tale attestato è appunto la classe energetica di appartenenza di un immobile, cioè, al pari dei calcoli sviluppati per un automobile, quanto consuma in un anno.
Tali classi vanno dalla A, che assicura i consumi minori, alla classe G, secondo la tabella in alto.
Numerose sono le fonti che informano sul tipo di intervento da realizzare per ridurre i consumi di un fabbricato e migliorare la classe energetica di appartenenza. Quello che invece risulta spesso poco chiaro è capire quale siano i costi effettivi per fare un intervento di riqualificazione energetica e soprattutto a quanto corrisponde, in moneta, l'effettivo risparmio per un salto di classe.

Risparmiare attraverso la riqualificazione energetica


Uno spunto interessante per trovare la risposta a tale quesito lo fornisce il portale Eurima, che pubblica lo scorso Maggio 2012 una interessante indagine relativa all'inquinamento prodotto dagli edifici italiani sulla base delle emissioni di Co2 imputabili ad usi energetici dei fabbricati.

In riferimento a questi dati il Mip, Politecnico di Milano, ha valutato il fabbisogno medio di un'unità residenziale in Italia, che si attesta intorno ai 180 kWh/mq di energia primaria, il valore più alto nell'Ue.

 

Dall'esame dei dati che si evincono da tali studi risulta chiaro come sia assolutamente urgente intervenire per portare gli standard italiani a quelli europei ma si comprende anche come in realtà la riqualificazione energetica del patrimonio esistente si tradurrebbe innanzitutto in risparmi economici per i proprietari, come gli esempi europei dimostrano. Si è calcolato infatti che una riduzione dei consumi che consenta il salto di classe energetica, ad esempio da una F a una E,  può tagliare i costi del 25 per cento. Quando parliamo di costi naturalmente facciamo riferimento a quelli relativi ai consumi di combustibile utilli a raggiungere il comfort dei locali interni. Facendo degli esempi per confermare il dato, si può prendere dunque come riferimento il costo medio di un kWh termico tradizionale per la climatizzazione invernale e la produzione di acqua calda sanitaria, pari a 0,98 euro per metro quadrato.


Esempio: Per un appartamento in classe F di 100 mq con fabbisogno di energia primaria annuo pari a 130 kWh/mq (cioè 12,74 euro per riscaldare un metro quadro), costruito con muri a mattoni forati, senza doppi vetri e senza coibentazione, si spendono 1274 euro annui. In questo caso si può arrivare a certificare l'immobile in classe E, ipotizzando di raggiungere i 95 kWh/mq all'anno, cioè 9,31 euro per metro quadro. Si spenderebbero dopo l'intervento di riqualificazione 931 euro annui, con un risparmio di 343 euro annui, pari al 26,9% sui consumi (sostituendo ad esempio la vecchia caldaia istantanea con una nuova a condensazione e isolando le superfici). 

Risulta chiaro da tali indicazioni come la riqualificazione ambientale di un immobile, che sia esso un edificio oppure un singolo appartamento, anche solo risalendo la scala delle classi energetiche di una posizione, sia comunque più conveniente che non intervenire affatto. Una ulteriore indicazione a supporto di tale tesi sono le percentuali di risparmio fornite dall'Eneae riguardanti gli interventi più usuali e semplici ai fini della riqualificazione stessa:

La sostituzione degli infissi può tagliare i consumi del 10%, a cui si può aggiungere un risparmio del 24% applicando un sistema a "cappotto" sulla facciata, oppure del 12% isolando la copertura: l'intervento rivaluta l'immobile più delle spese sostenute. E i risparmi possono anche superare il 50% se l'intervento globale (involucro e impianti) è capace di incidere anche sulla climatizzazione estiva.

Costi della riqualificazione energetica


I costi per riqualificare energeticamente la propria abitazione vengono stimati nell'ordine del 3% - 20% di incremento rispetto al costo di lavori eseguiti in maniera tradizionale.
Naturalmente la percentuale è valutata in considerazione dell'entità dei lavori, dell'immobile o del fabbricato su cui si interviene, della classe energetica di partenza e di quella che si vuole raggiungere.
 
Sugli interventi si può spaziare dalla sostituzione degli impianti, istallandone di più efficienti e meno energivori, ai miglioramenti o integrazioni tecnologiche dell'involucro, dalla introduzione dei giusti isolanti termici alla sostituzione delle superfici vetrate e degli infissi in generale, fino alla istallazione di fonti energetiche alternative come pannelli fotovoltaici, solari o impianti  eolici.

Si può ipotizzare un ritorno della spesa nel giro di qualche anno, almeno dai 5 ai 10 anni per considerare l'intervento conveniente (stima effettuata rispetto al risparmio in bolletta nel corso della gestione dell'immobile), questo perchè l'importo delle bollette del gas e dell'energia elettrica diminuirà notevolmente.

Infissi con vetro singoloPer esempio una famiglia che abita in una casa di 100 metri quadri potrà risparmiare fino a 2000 euro all'anno per il riscaldamento e fino a 1000 euro per il condizionamento estivo apportando i giusti interventi di isolamento termico e riduzione dei ponti termici alla propria abitazione. 
I vantaggi economici, inoltre, saranno più consistenti con gli eventuali incentivi statali fruibili per l'acquisto di materiali e componenti tecnologici che apportino un miglioramento energetico.
Il miglioramento ottenuto potrà essere stimato sulla scala del fabbisogno energetico: più basso sarà il consumo di energia, più alti saranno i requisiti di efficienza e, pertanto, la classe di appartenenza dell'abitazione salirà in vetta alla scala con consequenziale incremento del valore commerciale dell'immobile.

Chi è interessato alla riqualificazione energetica


Sempre secondo l'Enea, proprietari, affittuarie condomini sono tutti interessati ad intervenire.
 
Se abitiamo in un edificio costruito prima del 1991

Prima di questa data non esisteva una normativa sul contenimento dei consumi energetici. Per cui è proprio su questi edifici che conviene intervenire per ridurre le dispersioni di calore verso l'esterno, magari usufruendo anche delle agevolazioni fiscali previste.
 

Se abitiamo in un edificio costruito dopo il 1991 e prima del 2006
 
L'edificio è stato costruito rispettando la normativa sul contenimento dei consumi energetici allora in vigore (Legge n. 10/91 e suoi decreti attuativi). Anche su questi edifici conviene intervenire. Si otterrà una sostanziale riduzione dei consumi energetici.
 
Se abitiamo in un edificio costruito dopo il l'8 ottobre del 2005
 
L'edificio deve rispettare la normativa sul contenimento dei consumi energetici (Legge 10/91 ed il DLgs 19 agosto 2005 N. 192).
Tali leggi impongono limiti alle dispersioni di calore in inverno ed alle rientrate di calore in estate, limiti ai consumi energetici degli impianti, requisiti di inerzia termica delle pareti e solai di copertura per evitare fenomeni di surriscaldamento estivo degli ambienti, e favoriscono il ricorso alle fonti rinnovabili.
La nostra casa, pertanto, dovrebbe essere ben isolata, favorire l'apporto di energia solare di inverno ed impedirlo d'estate, ed essere servita da un impianto di riscaldamento e condizionamento il più possibile efficiente, progettato e realizzato tenendo conto delle tecnologie maggiormente rivolte al risparmio energetico già presenti sul mercato.
Se abbiamo qualche dubbio, possiamo richiedere al Comune la copia della relazione tecnica depositata, dal progettista, così come previsto dalla legge 10/91 e dal DLgs N. 192. Nella realizzazione della nostra casa devono essere stati rispettati dal costruttore gli spessori di isolamento e i tipi di materiale e di infissi previsti nella relazione tecnica. Potremo comunque richiedere al Comune di effettuare, a nostre spese, un controllo.
 
Se siamo proprietari e abbiamo l'impianto di riscaldamento autonomo
 
Effettuare lavori che porteranno ad un risparmio sui consumi di energia per il riscaldamento è nel nostro interesse. Pagheremo bollette meno care e valorizzeremo il nostro immobile.
 
Se abitiamo in un condominio con riscaldamento centralizzato
 
Generalmente per soddisfare le esigenze degli inquilini del primo e dell'ultimo piano si surriscaldano gli appartamenti nei piani intermedi, con uno spreco di combustibile e di denaro.
Oggi, questa situazione può essere risolta effettuando un risanamento energetico dell'impianto, prevedendo, cioè, l'uso di valvole termostatiche da installare sui singoli radiatori e un sistema di contabilizzazione del calore.
Ricordiamo che se siamo comproprietari la decisione di intraprendere lavori di risparmio energetico può essere presa collettivamente. Tutti possiamo proporre interventi nella riunione di condominio: per l'attuazione sono valide le decisioni prese a maggioranza delle quote millesimali.
 
Se siamo locatori di un immobile
 
Interveniamo sul nostro edificio con lo scopo di ridurre le spese di riscaldamento. In effetti, anche se non otterremo un beneficio diretto dai lavori che realizzeremo, poichè sono i nostri inquilini (affittuari) che ne godranno i vantaggi, il nostro immobile acquisterà più valore, in ogni caso, anche in considerazione dell'attestato di certificazione energetica che accompagnerà tutte le transazioni che verranno eseguite sull'immobile.
 
Se siamo comproprietari la decisione può essere presa collettivamente
 
Ogni intervento finalizzato a ridurre i consumi di energia nel nostro edificio incide in modo rilevante ed immediato sulle nostre bollette del riscaldamento.
Dunque siamo noi che, insieme agli altri proprietari del nostro edificio, dobbiamo prendere la decisione per intraprendere dei lavori di risparmio energetico.
Tutti possiamo proporre questi interventi nella riunione di condominio: per l'attuazione sono valide le decisioni prese a maggioranza delle quote millesimali.
 
 
In conclusione non possiamo quindi dimenticare come riqualificare energeticamente la propria casa significhi ottenere un significativo risparmio economico contribuendo allo stesso tempo alla salvaguardia dell'ambiente, investire a medio e lungo termine ma, soprattutto, significhi vivere in luoghi più salubri e sicuri.

Avete domande o richieste?

 

Contattateci al:

0423 83602

ingbedinpaolo@gmail.com

Orari di apertura:

 

Dal Lunedì al Venerdì:

8.00-12.30   14.00-18.30

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© Studio Tecnico Bedin Ing. Paolo - Via Piave 33, 31041 Cornuda (TV) - Partita IVA: 03630580268

Chiama

E-mail

Come arrivare